Uno dei temi centrali degli ultimi giorni è l’aumento del costo del gas metano, che si è riversato sulle abitudini di vita dei singoli cittadini e non solo delle grandi imprese, così come si evince dall’indagine eseguita da Segugio.it sulle singole regioni italiane.

Il portale ha infatti cercato di analizzare le varie zone del Paese, valutando come la crisi economica abbia inciso in termini di costi mensili in bolletta alla fine del mese e come i consumatori stiano cercando di fare fronte al problema per riuscire a sopravvivere nel migliore dei modi.

Da una prima analisi si nota come il luogo che maggiormente ha pagato gli accadimenti degli ultimi mesi sia il Veneto, con una spesa media per utenza tra luce e gas di 1340 euro totali.

In generale, il Nord del Paese è quello più colpito per quanto concerne il gas stesso, mentre paga di meno la questione dell’elettricità.

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le cause di questa situazione attualmente in via di peggioramento e ancora difficile da prevedere per il futuro, così come sia possibile in parte ovviare al problema con alcuni accorgimenti mirati.

A cosa è dovuto l’aumento del gas in Italia da ottobre 2021 a febbraio 2022 e quali sono gli eventi scatenanti

Sono sotto gli occhi di tutti gli accadimenti degli ultimi giorni, che hanno portato la Russia a dichiarare guerra all’Ucraina con gravi conseguenze non solo in ambito sociale e umanitario, ma anche economico.

Il gas è una delle materie prime che maggiormente viene prodotto sul territorio e pertanto, se soggetto a restrizioni o a difficoltà nella logistica, tende ad aumentare il suo valore con una rapidità che stiamo tutti sperimentando in questi giorni con il carburante e il consumo per il riscaldamento.

Le famiglie stanno cercando di reagire tagliando i costi, che tuttavia continuano a mantenersi piuttosto alti poiché le abitudini di vita moderna impongono un uso massiccio di questo tipo di risorsa.

Sono sempre di più le persone che decidono di passare dal mercato tutelato a quello libero, in questo momento ancora in grado di offrire le tariffe migliori, seppure il suo risparmio sia diminuito da ottobre 2021 di ben il 36%.

Vediamo adesso nel dettaglio alcuni dati che riescono a inquadrare meglio come è suddivisa l’Italia in base al consumo di gas ed energia elettrica e quali sono le zone più o meno virtuose al momento.

Quali sono le regioni dove la spesa per il gas è in maggiore aumento e perché ad essere colpite sono proprio queste?

Al contrario di quanto avviene per l’energia elettrica, dove le regioni del Nord sono quelle che di media hanno pagato meno l’aumento dei prezzi, per quanto riguarda il gas ad aprire la classifica dei peggiori troviamo il Veneto con 792 euro annui di spesa per le famiglie, seguito a stretto giro dal Piemonte che si attesta sotto di soli pochi euro.

Si tratta di una cifra piuttosto elevata se si considera l’ammontare di un paio di anni fa, quando il mondo ancora non era stato colpito dalla pandemia e la crisi economica non si era radicata così profondamente in ogni settore.

Decisamente migliore, ma sempre allarmante, è la situazione della Liguria, che scende di poco sotto i 600 euro, con la Puglia che si attesta sui 576.

Questo calcolo riguarda essenzialmente le tariffe del mercato tutelato, che sono attualmente quelle che maggiormente risentono della logistica più complessa e dell’aumento del prezzo all’ingrosso delle materie prime.

Come hanno reagito i consumatori all’aumento del prezzo del gas degli ultimi mesi e quali sono le previsioni per il futuro?

Le famiglie stanno vivendo con apprensione questa fase di aumento vertiginoso dei prezzi del gas, ovviando in qualche modo al problema cercando di limitare i consumi.
L’indagine di Segugio.it ha infatti evidenziato come da ottobre 2021 a febbraio 2022 l’impiego della materia prima per ogni utenza sia diminuita del 4%, raggiungendo un picco del 6% in Trentino e Veneto, le regioni più colpite.

Inoltre, è stato decisamente massiccio il passaggio dalla maggior tutela al mercato libero, dove è stato possibile riscontrare un risparmio medio di circa 75 euro.
Anche in tal caso la cifra è destinata notevolmente a oscillare, passando da 94 euro di regioni come a Lombardia e l’Emilia-Romagna ai 65 euro della Calabria.

Il sud Italia e in particolare le isole, infatti, pagano notevolmente la posizione di isolamento e quindi l’approvvigionamento di tutte le materie prime risulta ancora più macchinoso che in altre zone più semplici da raggiungere.

Nel mezzo si colloca buona parte del centro Italia e alcune regioni del Nord, anche se il range di risparmio si sta piano piano assottigliando con il passare dei giorni e con l’inasprimento della situazione politica.

I consumatori e gli esperti del settore ancora non sanno come evolverà la situazione, per ora le previsioni sono in quotidiano peggioramento sia per quanto concerne il carburante, sia per i consumi di riscaldamento e acqua calda.

Fortunatamente l’Italia volge verso la primavera e nel giro di un mese la maggior parte dei sistemi termici saranno spenti e si potrà risparmiare discrete somme di denaro.
Tuttavia, molti utenti lamentano un rincaro delle bollette fino al 30% del loro valore, incidendo in maniera davvero importante sul bilancio familiare alla fine del mese e in maniera più globale ogni anno.

L’unica accortezza che è possibile prendere in questo momento è quella di valutare al meglio le tariffe dei vari gestori, andandole a confrontare fra loro tramite portali appositi come Segugio.it: in tal modo sarà possibile avere un’idea precisa dei costi da sostenere.

Nessuno è attualmente in grado di dire come evolverà la situazione dei prezzi per il gas e l’energia elettrica nei prossimi mesi, rimaniamo all’erta per riuscire a fare fronte con tutti i mezzi possibili a questa critica situazione in divenire.