Tipica del periodo natalizio, quando abbellisce le nostre case conferendo un’atmosfera magica, è la Stella di Natale, nome con cui è conosciuta l’Euphorbia Pulcherrima. Scopriamo insieme gli accorgimenti da seguire per curarla al meglio.

Conservare la Stella di Natale: l’irrigazione

Per conservarla a lungo e soprattutto per non fare morire la Stella di Natale, un aspetto fondamentale da tenere in considerazione riguarda l’irrigazione.

È importante, infatti, bagnarla solo nel momento in cui il terreno risulta completamente asciutto. Trattandosi di una pianta tropicale, la stella di Natale è abituata a sopportare un clima secco e arido e non patisce eccessivamente la siccità. Al contrario, quando il terreno risulta essere troppo umido, questa pianta fatica a prosperare e in alcuni casi a sopravvivere. Ne consegue l’importanza di prevenire eventuali ristagni idrici, che ne provocherebbero l’appassimento immediato.

Potare e rinvasare la Stella di Natale

La potatura della Stella di Natale è cruciale per un’ottima preservazione della pianta: quest’operazione deve essere effettuata a fine febbraio o inizio marzo, quando la pianta sarà giunta al termine del suo periodo di fioritura. Sarà necessario attendere circa quindici giorni per assistere alla comparsa dei primi nuovi germogli.

Per quanto concerne, invece, le operazioni di rinvaso, fondamentali per una conservazione prolungata, bisogna attendere il mese di aprile. A seguito della potatura e della crescita dei piccoli rami, infatti, sarà possibile ridare nuova linfa alle radici che attraverso il rinvaso potranno crescere e rivitalizzare il proprio fusto. In questo modo si potrà evitare lo sviluppo di qualsiasi malattia e aiutare la Stella di Natale a prosperare a lungo.

Stella di Natale: Luce o penombra? Dove conservare la pianta

La Stella di Natale predilige gli ambienti ricchi di luce: per conservarla al meglio, dunque, si consiglia di studiare un angolino molto luminoso della casa. Solo in estate è possibile trasferirla sul balcone o sul terrazzo, a patto che l’ambiente non sia in totale penombra. Tuttavia, è importante ricordare che la luce diretta può essere sopportata solo per qualche ora e mai durante la fascia oraria centrale. Se il terrazzo è esposto a sud, meglio studiare un altro posizionamento. Il clima italiano, in particolare nelle regioni più afose, può produrre un eccesso di umidità che rischia di mettere a repentaglio la salute della Stella di Natale.

Stella di Natale come conservarla? Ecco un video utile

Origini della Stella di Natale, una pianta tropicale

Le piante di Poinsettia, che prendono il proprio nome da Joel Poinsett, primo ambasciatore dagli Stati Uniti in Messico all’inizio del diciannovesimo secolo, sono originarie dell’America centrale, in particolare di un’area del Messico nota come Taxco del Alarcon, dove queste straordinarie piante fioriscono durante la stagione invernale. Già da tempo immemore questa splendida pianta, il cui nome scientifico è Euphorbia Pulcherrima, viene utilizzata non solo a scopo decorativo.

Ad esempio, le popolazioni azteche ne prevedevano diversi impieghi: i fiori, che in realtà sono tipi speciali di foglie, erano usati per realizzare una tintura viola per vestiti e cosmetici, mentre la linfa bianca e di consistenza lattiginosa veniva trasformata in una medicina contro gli stati febbrili.

La speciale forma del fiore e delle foglie di questa pianta ha indotto i primi cristiani che ne venivano in contatto a considerarla come un simbolo della stella di Betlemme, responsabile della conduzione dei Re Magi verso il luogo della nascita di Gesù. Inoltre, le foglie di colore rosso sono considerate nella tradizione cristiana come il simbolo del sangue di Cristo, mentre quelle bianche ne rappresenterebbero la purezza di spirito. Non è difficile dunque comprendere perché questa pianta si sia meritata il nome Stella di Natale.