Se hai un oleandro nel tuo giardino e ti stai chiedendo come procedere per potarlo, leggi attentamente questa guida nella quale ti daremo tutti gli utili consigli su come fare, quali attrezzi usare, quali accortezze prendere per la tua sicurezza e per l buona riuscita dell’operazione.

Potatura oleandro: quando farla

Oleandro
Oleandro

La prima cosa da sapere sulla potatura dell’oleandro è naturalmente il periodo in cui farla. Erroneamente, infatti, spesso si crede che la potatura sia un’azione da poter compiere in qualunque momento. Nulla di più sbagliato e deleterio.

Una potatura fuori stagione potrebbe infatti comportare addirittura la morte della pianta, e nel migliore dei casi un suo danneggiamento.

 

La potatura dell’oleandro ideale si effettua:

  • entro i primi giorni di marzo, quindi prima dell’arrivo della primavera;
  • entro la metà di ottobre, quindi ad autunno già cominciato.

Nel primo caso, si pota per eliminare i rami che si sono seccati o che sono malati. Potare l’oleandro in questo periodo significa dargli la spinta giusta per fargli prendere una buona fioritura l’estate seguente.

La potatura nei primi giorni di ottobre, invece, si esegue per accorciare i rami, senza tagliarli. Questo serve per ridimensionare la pianta e non esporne troppa superficie al rigore dell’inverno imminente.

Potature Oleandro: attenzione e avvertenze

Strumenti per potare oleandro
Strumenti per potare l’oleandro

Indossare protezioni e utilizzare attrezzi consoni quando si fa giardinaggio è sempre utile, ma nel caso dell’oleandro diventa quasi indispensabile. Questo perché, e non tutti lo sanno, la pianta è velenosa. Contiene, infatti, una linfa gelatinosa che non deve essere toccata, men che meno entrare negli occhi o nella bocca. Anche i rami sono tossici, perché contengono una sostanza alcaloide con la quale la pianta si difende dagli attacchi degli insetti e dei parassiti. Questa sostanza è molto pericolosa anche per l’uomo. È per questo motivo che non devi mai bruciare le potature dell’oleandro, ma smaltirla in differenziata.

Potatura dell’oleandro: quali sono gli strumenti necessari?

Per lavorare in tutta sicurezza, munisciti di:

  • guanti e cappello da giardinaggio;
  • mascherina per gli occhi e possibilmente anche per la bocca (di quelle traspiranti);
  • forbici con cricchetto: si tratta di quel tipo di cesoie che effettuano tagli netti e trasversalmente e riescono a recidere facilmente anche i rami duri;
  • scala: gli oleandri, specialmente se lasciati crescere, si sviluppano in altezza;
  • abiti con maniche e pantaloni lunghi, per evitare sfregamenti o tagli che potrebbero infiammare la pelle.

Come eseguire una corretta potatura dell’oleandro?

Siamo arrivati al cuore della guida: come fare la potatura dell’oleandro. Non c’è nulla di complicato in realtà, ma solo semplici regole.

Si comincia con lo sfoltire le parti in cui i rami sono cresciuti eccessivamente, in modo da restituire alla pianta aria e luce. Usa le forbici indicate sopra e procedi dall’interno, eliminando i rami più rovinati.

Passa poi alla parte superiore della pianta, salendo sulla scala se l’oleandro è molto alto. Cerca di mantenerlo sempre ad un’altezza non eccessiva, per poterlo manutenere facilmente.

Ricorda sempre di non tagliare sotto la gemma. Identifica un ipotetico angolo di circa 45° e posiziona la lama della forbice lungo questo angolo immaginario, e appunto sopra la gemma. Solo così il ramo potrà dare di nuovo fiori.

Se, infine, vuoi creare un nuovo oleandro procedi con la talea. Prendine una dalla pianta che stai potando e mettila in un vaso. Il terriccio ideale è quello che comprende sia la torba che la sabbia.

Le caratteristiche dell’oleandro

L’oleandro è una delle piante ornamentali maggiormente diffuse in Italia, che si declina in decine di varietà diverse e che non richiede cure particolari. Per questo motivo è una pianta che viene spesso adoperata anche in contesti pubblici (esempio: spartitraffico autostradali e aiuole cittadine).

Originaria dell’Asia, scientificamente viene chiamata Nerium oleander, è una pianta arbustiva sempreverde. Il suo aspetto è quello di un piccolo arbusto o di un alberello.

I colori intensi dei suoi fiori, con petali grandi e diverse tonalità che spaziano dal rosso al bianco, abbracciando il rosa e l’amaranto, la rendono una pianta ideale per creare siepi alberate. Le foglie sono strette e lanceolate, e gli steli da cui si formano i fiori sono verdi nei primi anni di vita della pianta e grigi quando ormai la pianta è “invecchiata”.

L’oleandro in vaso

L’oleandro si adatta facilmente a qualsiasi situazione climatica o tipologia di terreno, tanto che si può coltivare anche in vaso.

Data la sua crescita rapita e disordinata, è importante effettuare in maniera regolare la potatura dell’oleandro, in special modo quando lo si coltiva in vaso.

Per poter controllare al meglio la forma e lo sviluppo, la pianta deve essere potata in maniera oculata. Dopo la fioritura dell’oleandro in vaso, è importante potare tutti i suoi rami fioriferi, che devono essere accorciati della metà della loro lunghezza totale. I rami laterali, diversamente, devono essere potati fino ad avere 10 centimetri di lunghezza dalla base.

Una volta che l’oleandro sarà potato, bisognerà attendere qualche settimana per far riprendere la pianta, che sarà più rigogliosa di prima.